arco olimpico

Arco olimpico: Cosa lo differenzia da tutti gli altri modelli?

Le olimpiadi sono finite da poco e tutti siamo rimasti incollati allo schermo delle nostri televisioni, affascinati dall’eleganza e dalla precisione degli atleti durante le gare di tiro con l’arco.

Un arco davvero molto particolare e completamente differente da quelli normalmente conosciuti quello che utilizzano gli atleti olimpionici.

Forse non tutti sanno che esistono diverse discipline di tiro con l’arco, suddivise per categoria a seconda della tipologia di attrezzatura usata. Fondamentalmente gli archi si distinguono in arco nudo, arco compound e arco curvo o olimpico (quest’ultimo è l’unica disciplina di tiro attualmente presente ai giochi iridati). Esistono anche altre piccole sotto categorie come arco istintivo e arco storico.

Arco Nudo e Arco compound

Iniziamo prima, con l’analizzare come siano composte queste due tipologie di arco e a cosa sono dedicate, per poi passare alle differenze con l’arco olimpico. L’arco nudo è un attrezzo sportivo costruito solitamente con gli stessi materiali dell’arco olimpico, ovvero legno e fibre di carbonio.

In questo tipo di arco prevede che il tiratore sua sprovvisto sia del mirino che della stabilizzazione (l’unica stabilizzazione consentita sono delle particolari impugnature leggermente appesantite verso il basso per evitare la sbandata verso l’alto dell’arco al momento della scoccata), sono concesse, invece, il poggia freccia e il bottone elastico per il rilascio della freccia.

In questo caso, il tiratore può decidere di sopperire all’assenza del mirino in due modi: camminare sulla corda o camminare sul viso. A seconda della scelta, sarà la mano che stringe la corda ad allontanarsi o la mano che impugna l’arco. Per quanto riguarda la specialità di arco compund (composto), invece, siamo alla presenza di un attrezzo molto più complesso del precedente composto, appunto, da una serie di carrucole che permetto di scagliare le frecce senza dover imporre tutta la potenza di cui si dispone nella tensione della corda.

Infatti, questo tipo di attività sportiva, permette di simulare un tiro con l’arco in assenza di qualunque interferenza, visto che il mirino ottico molto avanzato di cui dispone e il rilascio meccanico della freccia dall’impugnatura permettono di correggere simultaneamente la direzione della freccia e di scoccare sempre con la massima precisione.

Arco Olimpico

L’arco olimpico è molto simile all’arco nudo sotto diversi aspetti, ma con delle aggiunte importanti per stabilizzare l’attrezzo. Partendo dalla struttura abbiamo una composizione di tre pezzi che comprende: il corpo centrale e due flettenti. Il corpo centrale, detto anche riser, solitamente viene costruito in alluminio o plastica e sulle sue due estremità vengono agganciati attraverso delle viti o delle slitte di incastro, i due flettenti in fibra di carbonio. Questa è una caratteristica molto simile alla costruzione dell’arco nudo.

I flettenti sono tesi in posizione dalla corda e possono essere molto diversi nella costruzione a seconda della conformazione fisica dell’atleta che andrà ad utilizzarlo. Ogni arco, infatti, deve rispecchiare ed essere tagliato su misura dell’arciere a seconda di altezza, forza e tecnica.
Sul corpo centrale dell’arco olimpico, troviamo la prima differenza con l’arco nudo e la prima somiglianza con l’arco composto. Per la disciplina olimpica, infatti, ritroviamo la presenza di un sofisticato mirino, che trova la sua apposita sede all’interno del riser ed è un vero concentrato di tecnologia.

Infatti, si possono calibrare le diottrie e automaticamente si sposta per calcolare la distanza a seconda della posizione del bersaglio. All’interno di questo particolare mirino, l’arciere riuscirà anche a controllare il numero che indica la tensione che egli sta applicando sulla corda, in modo tale da scoccare sempre con la forza desiderata. Un’altra differenza con arco nudo, ma che ritroviamo nel composto sono gli stabilizzatori.

La disciplina dell’arco olimpico, infatti, prevede la presenza di lunghe aste agganciate al corpo centrale che hanno l’importante ruolo di evitare sbandate e vibrazioni al momento del tiro. Anche in questo caso, l’arciere a seconda del suo comfort può personalizzare la posizione di queste aste, può sceglierne il materiale e il peso.

Arriviamo ora ad una componente che rende l’arco olimpico unico nel suo genere visto che non è presente in nessun altro tipo di arco, ovvero il clicker e la sua staffa dedicata. Il clicker è un’asta creata in metallo posizionata nella parte centrale del rest (staffa di metallo dove viene appoggiata la freccia) e permette all’arciere di compiere l’azione di rilascio della freccia sempre con la stessa costanza e precisione.

Nel momento dello sgancio della freccia, infatti, il clicker emetterà un suono metallico che precede di qualche istante il rilascio della corda dal parte dell’atleta. Ultima differenza riguardo alle componenti dell’arco olimpico rispetto all’arco nudo e composto è la presenza di un bottone, posizionato anch’esso a livello del rest, è costruito in particolari leghe di metallo in grani e ha il compito di evitare che la freccia in uscita sbandi a destra o a sinistra.

Uniforme dell’arciere olimpico

Un arciere che partecipa alle olimpiadi non fa affidamento solamente al suo arco, ma anche a una serie di particolari accessori che compongono la sua uniforme. Agganciati al corpo dell’atleta potremo notare una faretra dove, oltre alle frecce, quest’ultimo potrà riporre al suo interno: la patelletta (o tab) che consiste in un separa dita di pelle e del suo poggia mento da utilizzare nella fase di mira e la dragona, ovvero la piccola corda che fa cadere l’arco verso il basso subito dopo lo scocco della freccia.

Alcuni atleti, inoltre, scelgono di indossare un parabraccio da posizionare nel punto in cui la corda può andare a colpire e un paraseno che ha il compito di mantenere la maglia aderente al corpo e non farla interferire in alcun modo con la fase di lancio.

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